꧁𝔹𝕝𝕠𝕘 𝕋𝕠𝕦𝕣꧂
- D’Inchiostro Rosa

- 8 feb 2021
- Tempo di lettura: 3 min
... 𝚅𝚘𝚕𝚎𝚟𝚘 𝚜𝚊𝚕𝚟𝚊𝚛𝚖𝚒...
𝙴 𝚙𝚘𝚒 𝚙𝚎𝚛𝚍𝚘𝚗𝚊𝚛𝚖𝚒
𝙳𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚟𝚘𝚕𝚝𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚘 𝚜𝚟𝚎𝚕𝚊𝚝𝚘 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚎 𝚍𝚎𝚋𝚘𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚖𝚎
𝙼𝚊 𝚜𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚊𝚙𝚙𝚊𝚛𝚝𝚎𝚗𝚎𝚛𝚎
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Ci sono testi e racconti che più riascolti più non comprendi e per questo diventano parte dell‘anima.
• Quel pezzo di vita che accoglie come uno scrigno ogni emozione, ricordo, sguardo...
• Il brano “Senza Appartenere” mi ha accompagnata in questo scritto che spero con tutto il cuore di aver saputo interpretare anche se... difficile portare su carta le magnifiche sensazioni donate dalla penna di Ella Moore ❤️ • • •
Il ruolo della donna
«… Semplicemente mi accorgo di quanto la tua vita sia difficile per te da analizzare, sei temeraria nell’affrontarla, nel prendere decisioni e nel difenderle; ma quando si tratta di rivedere tutto l’insieme c’è un’insicurezza di fondo che non ti permette di buttare giù le barriere che costruisci per proteggerti da te stessa.»
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Che figura particolare la donna non è vero? Un’anima che nasce con il desiderio di essere protetta ma che presto si sente obbligata a occupare il ruolo di guardiana.
Un anima che dal sogno a occhi aperti si trova a osservare con occhi immobili la realtà, non sempre facile da digerire.
Un’anima che mette da parte stanchezza e dolore pur di condividere un sorriso con il mondo circostante. Poco importa che sia vero o falso.
Quando un’anima diventa donna, la sua esistenza si modifica, si arricchisce di nuove realtà che spesso (e purtroppo) ancora oggi non vengono capite nel modo corretto.
Questo essere che nelle epoche storico-sociali ha risentito di molteplici sguardi e azioni, nel romanzo di Ella Moore. «Together as one» si mostra agli occhi del lettore, grazie a figure completamente opposte e anche grazie a riflessioni di voci esterne, in tutta la sua bellezza e complessità.
In questa considerazione desidero giocare per ultima la carta con la nostra protagonista perché… no, ve lo dirò dopo! Intanto partiamo con lei, una figura che nel flusso degli eventi viene solo citata per poi occupare la scena in un momento di particolare importanza.
No, tranquilli lettoriiii non spoilero :P posso solo dirvi che questa signora X che in conclusione sentiremo il desiderio di voler conoscere in modo più attento, raffigura un tipo di immagine femminile, quella più interessata ai proprio desideri, quella che sprona la propria determinazione a non perdere colpi neanche di fronte all’amore, quella dell’eccesso, del giusto nell’errore e quella che subito salta ovviamente all’occhio di molti, di coloro che non comprendono e condividono in quanto essere donna, ancora oggi è visto come un’equazione complessa: quell’essere così elegante nella sua bellezza quanto di facile malleabilità tra le mani del primo uomo animato da buone intenzioni (chi dice il contrario).
Ecco, la donna poco per volta non diventa un ‘giocattolo’ nel vero senso del termine ma un possesso e un argomento di giudizio che esclude, in un certo senso, una possibilità di alternativa e confronto.
Che la identifica con un marchio di fabbrica difficile da cancellare.
Solo ora, (ripeto) senza spoilerare, possiamo prendere per mano la nostra cara amica protagonista che in tutto questo scritto ci ha accompagnato e che in parte ha fatto la sua comparsa in mezzo a queste parole fatte di delusione, rabbia ma anche riflessione e coraggio.
Sì, bisogna essere coraggiosi per continuare a camminare a testa alta, bisogna essere coraggiosi per ascoltare il battibecco interiore con la propria coscienza e bisogna essere coraggiosi a non sottostare alla falsità di un sorriso.
Lei, la donna nel vero senso del termine, quella che affronta la vita, che non scappa al primo ghigno di disprezzo, che non si lascia abbattere dal dolore e che lotta per affrontare il futuro qualunque esso sia rimanendo comunque se stessa in pregi e difetti, in paure e sogni, è una forza della natura.
Un’essere di reale bellezza, un essere non presente ma raggiungibile.
Un essere che l’amore ha forgiato ma che il coraggio ha accolto tra le sue braccia.








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